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Vendemmia: come è andata quest’anno?

Per trovare una definizione univoca e condivisa della parola vendemmia, oggi come oggi, bastano pochi secondi.
Senza scomodare (vecchi) dizionari cartacei, la definizione che fornisce Wikipedia, recuperata dopo qualche millisecondo d’attesa usufruendo di un qualsiasi motore di ricerca online, afferma che “per vendemmia si intende la raccolta delle uve da vino, in quanto nel caso delle uve da tavola si usa semplicemente il termine raccolta”.

Enunciazione chiara ed esaustiva, che pur tuttavia non riesce a restituire il carico di emozioni che questo periodo dell’anno rappresenta per noi vignaioli, momento particolarmente delicato che, un po’ romanticamente, potrebbe essere accostato al momento della nascita di un figlio.

Perseguendo in questa metafora, se la vendemmia è il parto, tutto ciò che la precede è la gestazione. Sia processi come la germogliatura, l’allegagione e la crescita dell’apparato fogliare e dei frutti, perfettamente compiuti da Madre Natura stessa; sia operazioni come la potatura del secco, le legature, le chiusure dei filari e i trattamenti filosanitari, se e quando necessari, eseguiti invece dall’uomo, sono attività preliminari imprescindibili, fondamentali per giungere nel migliore dei modi alla raccolta delle uve e alla immediata lavorazione con cui si ottiene il mosto che, una volta fermentato, si trasformerà a sua volta in vino.

Per quanto ciclica, la vendemmia non è un processo automatico, sempre uguale a sé stesso. Al contrario, ogni gestazione è una storia a sé. L’andamento climatico influisce notevolmente sulla quantità e qualità dei frutti. Ogni annata presenta problematiche specifiche che vanno affrontate e superate grazie all’esperienza maturata. Proprio per questo, il bravo vignaiolo interpreta ed anticipa l’andamento della stagione, per prepararsi in tempo ad ogni evenienza.

Del resto, inutile negarlo, esistono vendemmie in cui la produzione può essere quantitativamente o qualitativamente inferiore rispetto agli anni precedenti, ma noi del Conventino siamo ormai perfettamente in grado di trarre il meglio dai nostri vigneti, a prescindere dalla clemenza delle condizioni atmosferiche.

I passaggi della vendemmia

Al di là delle già citate difficoltà e degli imprevisti in cui è impossibile non incappare da un anno all’altro, la vendemmia si compone di alcune attività che si ripetono ciclicamente.

Se delle procedure che la anticipano ne abbiamo già parlato in un altro articolo del blog, poco a sorpresa, la vendemmia vera e propria inizia con la raccolta dell’uva, processo che qui al Conventino viene svolto esclusivamente a mano ed in cassette per preservare al meglio la qualità dei frutti e per non stressare i vigneti.

Completato questo passaggio, le uve vengono frescate e sanificate con ozono, prima di essere vinificate. Le uve bianche vengono tendenzialmente lavorate in criomacerazione, quindi diraspate e messe in pressa soffice sottovuoto, dove rimangono per un paio d’ore a contatto con le bucce a bassissime temperature (parliamo di 4° circa). A questo punto, i frutti vengono pigiati e se ne ottiene così il mosto, pronto per essere fermentato sempre a basse temperature.

Le uve rosse, invece, vengono diraspate e fatte fermentare con le bucce in grandi tini di rovere francese, prolungando la macerazione per qualche giorno, anche dopo la fermentazione, per poi procedere infine con la svinatura.

Vendemmia 2021: analisi e prospettive

Come detto poco sopra, possono capitare vendemmie meno fortunate di altre. Questa del 2021 ha rappresentato senza alcun dubbio una bella sfida per lo staff del Conventino. Sicuramente è stata un’annata molto precoce: la prima raccolta è avvenuta l’11 agosto, l’ultima, di Bianchello tipologia superiore, già l’8 settembre. Abbiamo anche registrato un netto calo di uve maturate in termini prettamente ed esclusivamente quantitativi, un netto -30% rispetto alla media calcolata negli ultimi dieci anni, senza alcun dubbio la produzione più scarsa di sempre sin da quando la nostra struttura si è dotata di dieci ettari di vigneto in produzione. La diminuzione si potrebbe attribuire all’eccessiva siccità in estate e alla gelata tardiva in fase di germogliatura.

Tuttavia, meno uva non significa una qualità inferiore del vino che andremo a produrre. Al contrario, prevediamo un’ottima annata. Nonostante il caldo, difatti, le maturazioni fenoliche hanno tenuto, garantendo dei mosti chiari e limpidi. Anche la concentrazione di zuccheri è ad un livello ottimale, mentre acidità e PH sono risultati entrambi bassi, fattori importantissimi per garantire la longevità del vino nel tempo.

Per tutti questi fattori, prevediamo vini tesi e slanciati, soprattutto i rossi che potranno esprimere al meglio le loro innate qualità, caratterizzati da gusti equilibrati tra durezze e morbidezze, sensibilmente differenti da quelli ottenuti da uve con maturazioni precoci, in annate particolarmente calde, in cui il mosto perde parte della sua eleganza e freschezza.

Solo tra qualche tempo, tuttavia, potremo dirvi con certezza come è andata questa vendemmia 2021. E magari potrete dircelo anche voi, acquistando i nostri prodotti sia sullo shop online, che nei nostri punti vendita. Così, tra un sorso e l’altro, potrete chiedervi e chiederci, nonostante difficoltà e ostacoli, come abbiamo fatto anche quest’anno a produrre un vino dal gusto così intenso.

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