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Il Cardorosa, come si crea una nuova tipologia di vino

Essere produttori di vino, soprattutto se si tratta di vino biologico, significa farsi carico di tradizioni che travalicano epoche e generazioni. Nonostante la tecnologia abbia reso alcune operazioni più facili rispetto al passato, le fondamenta del nostro lavoro sono le stesse da sempre, cementificate attorno alla ferrea volontà di fornire ai nostri clienti prodotti di qualità, dal gusto ricercato, ottenuti nel pieno rispetto dell’ambiente e dei nostri territori.

Allo stesso tempo, tuttavia, siamo spinti a guardare sempre avanti, preda del desiderio di sperimentare e tracciare nuove rotte, giocando con aromi e materie prime. Questo stimolo, questa esigenza di produrre tipologie di vino inedite ha origine anche dal desiderio di valorizzare il vitigno, percorrendo strade alternative rispetto a quelle più convenzionalmente battute, immettendo sul mercato prodotti nuovi, originali, che possano attirare chi è alla ricerca di qualcosa che non ha mai assaporato prima.

All’atto pratico, i fattori determinanti da tenere in considerazione quando si decide di destinare una porzione del proprio vigneto ad un prodotto nuovo, sono fondamentalmente due: la scelta del momento dell’anno per la vendemmia, in quanto la maturazione della materia prima è un fattore che va attentamente calibrato in base alla tipologia di vino che si vuole produrre, e la resa dell’uva per ettaro, fattore che, generalmente, più è basso più indica uve di qualità.

La reale differenziazione tra un vino e l’altro, il momento in cui si sperimenta sul serio insomma, avviene tuttavia in cantina dove in base al periodo di raccolta, si applica la tecnica di vinificazione prescelta, concordata e ideata a priori.

Il Cardorosa: Il nuovo vino biologico della nostra cantina

Naturalmente, il desiderio di offrire qualcosa di nuovo alla nostra clientela fa parte del nostro DNA. Recentemente, non a caso, i nostri punti vendita e il nostro shop online di vini biologici si sono ulteriormente arricchiti con il Cardorosa, new entry pronta a sorprendere chiunque avrà il piacere di assaggiarlo, grazie al suo gusto fresco e sapido, al suo colore leggermente rosato e alla fragranza inusuale che sprigiona aromi tipici delle uve rosse.

In questo caso specifico, a differenziare l’ultimo arrivato dagli altri nostri vini ci hanno pensato e ci pensano tutta una serie di passaggi e tecniche specifiche applicate in diversi momenti del processo produttivo.

Le uve di Sangiovese, tanto per cominciare, vengono raccolte molto precocemente rispetto al solito. Anche la vinificazione è un momento molto particolare e specifico, in quanto le uve rosse vengono vinificate, per l’appunto, “in bianco”, con una leggera macerazione di tre ore in pressa. Inoltre, il Cardorosa è un vino che viene lasciato maturare per ben sei mesi, più altri tre in bottiglia per l’affinamento.

I passaggi fondamentali per realizzare un nuovo vino

Per realizzare nuove tipologie di vino è quindi fondamentale avere pazienza. Non si tratta solo di aspettarne la maturazione, rispettandone i tempi di riposo e affinamento. Trovare il giusto approccio enologico è anche una questione di tentativi, poiché non si può improvvisare nulla. Anche per questo è fondamentale il giusto grado d’esperienza, conoscere bene il territorio, le materie prime a disposizione, qualcosa che qui al Conventino non manca di certo, fortunatamente.

Nel caso del Cardorosa, per esempio, pazienza ed una maggior consapevolezza sono stati fondamentali per applicare anche a questo nuovo vino i principi dell’agricoltura biologica, già applicati in tutto ciò che produciamo.

La sfida, esattamente come per gli altri vini della nostra azienda, è stata duplice.

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